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Enrico Fermi
Prospettive di applicazione della
radioattività artificiale
Lo studio dei fenomeni radioattivi ebbe origine circa quaranta anni or
sono con la scoperta di Becquerel delle radiazioni emesse dai sali di
uranio. Subito dopo la prima scoperta fu un succedersi di fondamentali
ricerche sulla natura delle nuove radiazioni e sulle proprietà chimiche
degli elementi che le emettono. Queste ricerche sono legate principal-
mente ai nomi dei coniugi Curie, scopri tori del radio, e di Ernest
Rutherford. Per opera di questi pionieri degli studi radioattivi fu precisata
la natura fisica dei raggi Cl, 13 e 'Y e fu riconosciuta 1'esistenza di vere
e proprie famiglie di elementi radioattivi che vengono generati uno
dall'altro per successive disintegrazioni.
Le nuove radiazioni scoperte dovevano ben presto dimostrarsi di
eccezionale interesse scientifico non solo quale oggetto di studio in sé,
ma anche come metodo potentissimo per investigare la struttura dell'ato-
mo. Infatti le particelle Cl, data la grande energia di cui sono dotate,
attraversano gli atomi che incontrano sul loro percorso; essendo cariche
elettricamente esse permettono così di studiare le caratteristiche del
campo elettrico nell'interno degli atomi e di dedurne la distribuzione
delle cariche elettriche interatomiche.
Nel 1913 Rutherford riassumeva i risultati delle sue classiche
ricerche condotte con questo metodo nel modello di atomo a sistema
planetario che da lui porta il nome. Il nucleo carico di elettricità positiva
occupa in questo modello una posizione centrale analoga a quella del
sole nel sistema planetario, mentre gli elettroni negativi corrispondono
ai pianeti e si avvolgono in orbite più o meno complesse attorno al
nucleo. Nello stesso anno Bohr dava i criteri fondamentali per la descri-
zione dei movimenti e delle proprietà di questo infinitesimo sistema pla-
netario originando così quella teoria dell' atomo che, attraverso una ela-
borazione durata circa un ventennio, permette oggi di intendere fin nei
dettagli le proprietà dei sistemi atomici e molecolari arrestandosi solo
dove la complessità dei problemi matematici rende troppo complicata la
discussione quantitativa dei fenomeni.
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